1367: L’ASSEDIO DI ORISTANO

1367: L’ASSEDIO DI ORISTANO

1367: L’ASSEDIO DI ORISTANO

Helis! Helis! Arbarèe! Arbarèe

L’amico Antoni Flore Motzo ha pubblicato recentemente una cronaca del 1367 molto interessante relativa all’assedio di Oristano ad opera di Pietro De Luna, potente emissario del Re Pietro IV D’Aragona.

Noi ve lo faremo rivivere il 25 febbraio ad Oristano nella ricostruzione storica della vita alla Corte degli Arborea
#vivereallacortedegliarborea2017

Nel mese di novembre del 1367, il Re d’Aragona, Pietro IV il “Cerimonioso” (1319-1387) è deciso a farla finita con il ribelle Giudice d’Arborea, Mariano IV (1317-1375).

Per vincere il desiderio di libertà dei Sardi, il sovrano, radunò ben 1500 soldati, 500 cavalieri e diverse compagnie di balestrieri.

Tra i fiori di maggio (1368), il corpo di spedizione, rafforzato dai contingenti del castigliano Juan Ruiz de Villegas e dei fratelli sardi Lorenzo e Giovanni Sanna, mosse alla volta di Cagliari. Lo comandava Don Pedro de Luna.

Nel Castello di Castro, il capitano aragonese si unì agli uomini di Berengario Carroz, Conte di Quirra, unitamente a quelli degli altri feudatari d’Aragona, rifugiatisi nella rocca calaritana.

Il piano era semplice: puntare su Oristano ed espugnarla. La città campidanese, infatti, non era unicamente la patria di Mariano, capitale del Regno d’Arborea, ma costituiva, altresì, un simbolo di dignità nazionale nell’immaginario di quei Sardi che credevano in un’Isola indipendente.

Il giorno successivo al suo arrivo, Don Pedro de Luna cingeva già d’assedio “Aristanis”. L’esercito iberico venne disposto lungo le mura, mentre la cavalleria, presso la “Porta Pontis” e la “Porta Mare”.

Mariano, sicuro nella sua fortezza, clandestinamente, prese a mandare corrieri al territorio circostante. Ugone (1337-1383), suo figlio, avuti ragguagli sulla situazione, radunò la truppa arborense presso il castello di Monreale.

Non erano passate due settimane dal primo giorno d’assedio che, una mattina, venne suonato l’allarme nel campo degli invasori. Ugo de Serra Bas, “princep atrevit y indomptable”, aveva già oltrepassato Sant’Anna e si dirigeva, a spron battuto, verso Santa Giusta, sventolando le insegne dell’albero sradicato.

Berengario Carroz gli andò incontro. In quel frangente, le due porte di Oristano si aprirono e al grido di “Helis! Helis! Arbarèe! Arbarèe!” gli uomini di Mariano assalirono gli Aragonesi alle spalle.

I Catalani si dettero alla fuga ma pochi scamparono alle “virgas” dei Sardi. Don Pedro vide l’ultima luce nei campi di Sant’Anna.

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